La porcellana di Capodimonte deve il suo nome alla zona collinare di Capodimonte a Napoli dove, nella metà del Settecento, il re Carlo di Borbone intendeva produrre una porcellana uguale per qualità a quella che era prodotta nella fabbrica di porcellane di Meissen e fece costruire una fabbrica sulla collina di Capodimonte, vicino al Palazzo reale. Tra i loro principali collaboratori si annoverarono il chimico belga Livio Ottavio Schepers e il decoratore piacentino Giovanni Caselli. La porcellana che si produce in questa zona ha delle caratteristiche peculiari che la distinguono dalla porcellana nord europea. Al sud Italia, infatti, non c'è il caolino pertanto l'impasto si compone di una fusione di varie argille provenienti dalla cave del sud miste al feldspato. Ne deriva un impasto tenero dal colorato latteo, che renderà questa manifattura, unica nella storia della porcellana. La porcellana "tenera" infatti, durante la cottura si ritira di circa il 20%, e se da una parte si perdono dovizie di dettagli tipici della porcellana nord europea dall'altra ritroviamo uno stile inconfondibile pervaso da un'armonia strutturale naturalista.La Ceramica Corinaldesi opera nel settore da circa trent'anni. Avvalendosi di forti basi classiche, acquisite nel corso degli anni, è in grado di soddifare qualsiasi esigenza del cliente. Si eseguono lavori su commissione. E-mail: alfredo.corinaldesi@alice.it - Sito web:www.ceramichecorinaldesi.com
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mercoledì 4 gennaio 2012
La porcellana di Capodimonte
La porcellana di Capodimonte deve il suo nome alla zona collinare di Capodimonte a Napoli dove, nella metà del Settecento, il re Carlo di Borbone intendeva produrre una porcellana uguale per qualità a quella che era prodotta nella fabbrica di porcellane di Meissen e fece costruire una fabbrica sulla collina di Capodimonte, vicino al Palazzo reale. Tra i loro principali collaboratori si annoverarono il chimico belga Livio Ottavio Schepers e il decoratore piacentino Giovanni Caselli. La porcellana che si produce in questa zona ha delle caratteristiche peculiari che la distinguono dalla porcellana nord europea. Al sud Italia, infatti, non c'è il caolino pertanto l'impasto si compone di una fusione di varie argille provenienti dalla cave del sud miste al feldspato. Ne deriva un impasto tenero dal colorato latteo, che renderà questa manifattura, unica nella storia della porcellana. La porcellana "tenera" infatti, durante la cottura si ritira di circa il 20%, e se da una parte si perdono dovizie di dettagli tipici della porcellana nord europea dall'altra ritroviamo uno stile inconfondibile pervaso da un'armonia strutturale naturalista.
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84013 Cava de' Tirreni SA, Italia
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