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mercoledì 26 settembre 2012

Francisco Goya

" La fantasia senza il timone della ragione crea improbabili mostri: unita ad essa è la madre di ogni arte e di tutte le meraviglie che ne discendono " - Francisco Goya.

Francisco Goya nasce lo stesso anno della morte del primo Borbone di Spagna, Filippo V. Nel paese, gli ambienti artistici sono fortemente influenzati dall'opera dei maestri stranieri, in particolare di quelli francesi, e solo per reazione si assiste all'esaltazione dei valori tradizionali del popolo spagnolo; dalla metà del XVIII secolo, invece prenderà il sopravvento l'arte italiana, rappresentata in particolare dal napoletano Corrado Giaquinto (1703-65) e da Giambattista Tiepolo. I maestri stranieri contribuiscono alla formazione dei pittori spagnoli, alcuni dei quali, come Francisco Bayeu y Subias (1734-95) e Antonio Gonzales Velazquez (1723-93) sono annoverati tra i migliori artisti spagnoli del XVIII secolo. Nel 1759 il quarto figlio di Filippo V, Carlo III, sale al trono di Spagna. Durante il suo regno si intrecciano in modo curioso gli effetti di una devozione sempre più intensa e lo sviluppo dell'illuminismo, che formerà circoli di filosofi, giuristi, pensatori e poeti di grande valore.
                                      " Il sonno della ragione genera mostri "

lunedì 20 febbraio 2012

Pablo Picasso

"A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino" - Pablo Picasso.

Pablo Picasso nasce a Malaga nel 1881. Nel 1895 si trasferisce a Barcellona, dove si iscrive all'Accademia di Belle Arti. Vi tiene anche la sua prima personale al cabaret Els Quatre Gats. Nel 1900 realizza il primo viaggio a Parigi. Qui conosce Max Jacob, con cui divide per un certo periodo la casa. Sono momenti difficili, che nel suo lavoro trovano riscontro nel cosiddetto "periodo blu" (1901-1904), simbolista e disperato. Dopo vari spostamenti, si stabilisce definitivamente a Parigi nel 1904. Prende studio e casa in "Bateau-Lavoir". I suoi contatti si infittiscono: conosce Andre Salmon, Guillaume Apollinaire e molti degli artisti destinati a divenire suoi futuri compagni di strada. Nel 1905 incontra Fernand Olivier, che diviene sua compagna. Le nuove frequentazioni e il grande interesse nei confronti del circo scaturiscono nel cosiddetto "periodo rosa" (1905-1906), malinconico, ma dalle tinte più chiare e pastello. Il 1907 è un anno di svolta. Profondamente colpito dall'opera tarda di Cézanne e dalla scultura africana, realizza "Les demoiselles d'Avignone", che in qualche modo segnano la nascita del Cubismo. Conosce Georges Braque, con il quale instaura un lungo periodo di sodalizio artistico. Incontra anche Daniel-Henry Kahnweiler, che col tempo diverrà il suo mercante.

giovedì 2 febbraio 2012

Antoni Gaudí e La Sagrada Familia

"A coloro i quali domandavano quando sarebbero terminati i lavori della Sagrada Familia, rispondevo: Il mio cliente non ha alcuna fretta. Dio ha tutto il tempo del mondo" -  Antoni Gaudì.


Antoni Gaudì, nato a Reus nel 1852, massimo esponente del Modernismo, è considerato l'artista spagnolo più importante del XX secolo. Ebbe una formazione eclettica e fortemente improntata dalla cultura tecnico-artigiana della sua famiglia. Grande sperimentatore, Gaudì ama utilizzare forme e materiali diversi senza mai ripetersi nelle sue opere. Si appassiona a tutti i tipi di costruzione: palazzi, case, chiese, scuole, monumenti e giardini senza tralasciare alcun dettaglio, disegnando anche mobili, pavimenti, lampade e vetrine. Proprio una vetrina decise della sua fortuna: una vetrina studiata per un negozio di guanti che attirò l'attenzione del ricco industriale tessile Eusebi Güell che divenne suo cliente e futuro mecenate. Tra le tante opere gli commissionò la costruzione del Palacio Güell (1886-1888), senza dubbio, a quell'epoca, la residenza più moderna e raffinata di Barcellona che unisce confort e praticità nella continua ricerca di un habitat a misura d'uomo. Le sue opere, difficilmente classificabili, caratterizzate da ingegno costruttivo e funzionalità, sono materia viva, pura energia e possono essere profondamente comprese solo considerando la vitalità commerciale, economica e culturale della Barcellona a cavallo tra Otto e Novecento. Gaudì non segue nessuna corrente a lui contemporanea e crea uno stile personale nell'assoluta convinzione che originalità significa ritornare alle origini. La Sagrada Familia gli viene commissionata all'età di 31 anni e vi si dedica sino alla fine della sua vita, avvenuta nel 1926 a seguito di un incidente. Antoni Gaudì è sepolto all'interno della Sagrada Familia e, come attesta l'ingegnere Ziranu, la presenza dello spirito del grande architetto pervade lo spazio e l'animo di chi ancor oggi vi lavora. Nel 1984 alcune sue opere vengono dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO e nel 2002 con “L'Anno Internazionale di Gaudì” si celebra il 150° anniversario della sua nascita.