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martedì 20 settembre 2011

Artemisia Gentileschi, storia di una passione


"Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell'arcobaleno" - Denis Diderot.

Sono rari i casi di donne divenute famose nel campo artistico, soprattutto nel periodo classico e moderno. Le donne sono sempre state relegate a svolgere mansioni di second’ordine da condizionamenti di natura culturale e sociale. Spesso sono state costrette a mortificare la propria personalità artistica scrivendo sotto falso nome; facendo firmare i quadri da altri; comunque sempre relegate nell'anonimato. Artemisia Gentileschi fu sicuramente una delle poche protagoniste femminili della storia dell’arte europea. Figlia di Orazio Gentileschi (1563-1639), conosciuto artista pisano dagli iniziali stilemi tardo-manieristi, trapiantato a Roma dal 1585, ove sarà poi chiamato per collaborare come aiuto nei lavori della Biblioteca Sistina in Vaticano, quindi amico e seguace di Caravaggio (nonostante fosse di un decennio più anziano)