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giovedì 15 settembre 2011

Le grandi artiste della storia - Elisabetta Sirani

Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso; e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima - G. Bernard Shaw.

Anime prigioniere le donne, quasi spiriti passivi della storia, che solo ultimamente hanno cercato di prendere in mano la loro libertà di espressione. Alle donne infatti, se ben si analizza il loro percorso nella storia, non è mai stato permesso di esprimersi liberamente nel campo dell’arte e della cultura. Il loro ruolo rimane sempre isolato e limitato a quello di muse ispiratrici. Considerate, fin dall'antichità, esseri inferiori, hanno vissuto per secoli oppresse dalle convenzioni sociali da una pretesa inferiorità; nessuna poteva dar voce alla propria creatività nella produzione di opere che non fossero l’ornato o il cucito, stretto confine da cui pareva impossibile smarcarsi. Sfogliando “l’Arte al femminile” si scopre che in realtà le donne che hanno fatto la storia dell’arte sono molto più numerose di quel che si crede, però la loro fama è stata offuscata per questo, quasi tutti ne ignoriamo l’esistenza. Fino al XIII secolo, chiunque porta la gonna non può seguire lezioni di nudo in accademia. Quelle poche donne che si dedicano alla pittura devono accontentarsi di disegnare nature morte e miniature. Elisabetta Sirani, per poter continuare a dipingere viene addirittura costretta ad eseguire pubblicamente un dipinto per dimostrare di essere veramente dotata. La libertà comincia con l’inizio dell’800, quando fioriscono dappertutto atelier per sole donne. Questo non significa riconoscimenti per i capolavori eseguiti dai geni femminili, ma solo una nuova moda per le signore di alto rango che con la pittura trovano un nuovo passatempo. Bisognerà aspettare l’inizio del XX secolo per vedere aumentare la partecipazione delle donne alla vita culturale, grazie alle associazioni femministe che lotteranno contro la disparità sessuale. Ma la battaglia era solo agli inizi….

martedì 30 agosto 2011

L'Impressionismo nel Café Guerbois

"Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: era nato l'impressionismo"  ( Pierre - Auguste Renoir ).

Il 1870 vede nascere in Francia la Terza Repubblica, la cui piramide sociale è contraddistinta dall'ascesa di una borghesia moderata e conservatrice, che tende ad attuare una politica di difesa dei propri interessi. La città emblema di questa situazione storica, politica ed economica è la capitale francese, Parigi: qui l’aspetto dell’ambiente cittadino è festoso, borghese (spuntano ovunque ferrovie, teatri, casinò, musei..) e si concretizza in particolare nei caffè, luoghi in cui ci si ritrovava per discutere variamente, bevendo qualcosa e ammirando l’ambiente circostante, poiché davano anche sui marciapiedi dei boulevards, i celebri viali alberati parigini. Insomma, tutto è inno alla novità ed al progresso del tempo, infatti questo periodo è ricordato come “Belle époque”.