La rinascita della ceramica artistica cavese

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martedì 13 dicembre 2011

Vincent Willem Van Gogh

"Costui o diventerà pazzo, o ci farà mangiare la polvere a tutti quanti. Se poi farà l'uno e l'altro non sono in grado di prevederlo" - Camille Pissarro.

Figlio di un pastore protestante e primo di sei figli, Vincent Willem van Gogh nacque il 30 Marzo 1853 nel villaggio di Groot Zundert, nella regione del Brabante settentrionale. A 17 anni si recò all'Aja, ove, grazie alla raccomandazione dello zio, Vincent, cominciò a lavorare come apprendista per la filiale della casa d'arte parigina Goupil & Cie. Van Gogh potè così apprezzare le opere a sfondo contadino di Millet e quelle della "scuola di Barbizon". Nel 1873 Vincent venne trasferito alla filiale di Londra, mentre Theo, il fratello minore, nato nel 1857, venne assunto in quella di Bruxelles; iniziò così tra i due una intensa corrispondenza. Vincent non amava il suo lavoro di mercante d'arte, egli voleva seguire le orme di suo padre e diventare un predicatore, così, nel 1876, si licenziò. Si trasferì ad Amsterdam per preparare l'esame d'ingresso alla facoltà di Teologia ma ben presto abbandonò questo progetto per dedicarsi alla predicazione ai poveri; così, nel 1879, si recò nel Borinage, regione mineraria del Belgio, dove i lavoratori vivevano miseramente, per compiere la sua opera di apostolato; ma, a causa di uno zelo eccessivo che rasentava il fanatismo, l'incarico non gli fu rinnovato. Fu dopo questa terribile delusione che maturò in Vincent la scelta definitiva a favore della professione artistica e fu sempre in questo periodo che Theo iniziò a mandare al fratello dei soldi, che diventeranno progressivamente la sua unica fonte di sostentamento. Come aveva fatto in precedenza per l'impegno apostolico, dedicò ora ogni energia a quello artistico; nonostante disegnasse da tempo, Van Gogh non aveva mai ricevuto un'educazione specifica. Aveva utilizzato un manuale di autoapprendimento ove erano riprodotti modelli in gesso e opere di grandi maestri da copiare. Alla fine dell'81 cominciò a prendere lezioni da Anton Mauve, suo cugino acquisito ed esponente di spicco della "scuola dell'Aja", ma i loro rapporti si deteriorarono in breve tempo.

domenica 11 dicembre 2011

Delft, la città della "Ceramica Blu"

La storica città di Delft è uno dei luoghi più belli e pittoreschi di tutta l'Olanda. Fa parte della provincia dell'Olanda meridionale e si trova a circa 60 km Amsterdam e 15km da Rotterdam. Da secoli è famosa per la produzione di ceramica azzurra, che ebbe il suo massimo sviluppo nel secolo d'oro olandese, il 600. Delft è anche conosciuta e visitata per la sua fiera annuale d'arte e antiquariato e per avere dato i natali al grande pittore Vermeer, che qui nacque e passò quasi tutta la sua vita, usando il centro della città come fonte di ispirazione. Con i suoi canali ombreggiati dagli alberi, e le sue case dalle facciate a gradoni, i ponti e i negozi che vendono ceramiche e gli innumerevoli scorci da cartolina, la visita a Delft vi lascerà un vivo ricordo. La ceramica di Delft ha quindi una lunga tradizione. Tra il 1600 ed il 1800, la città era uno dei luoghi di produzione di ceramica pù importanti d’Europa. I prodotti di Delft sono stati esportati nel mondo per oltre 400 anni e questo stile di produzione della porcellana è ancora famoso nel mondo. La Fabbrica reale di porcellana (Koninklijke Porceleyne Fles), nata a Delft nel 17˚ secolo, è l’unica rimasta tra le case produttrici originali. Fino al 16˚ secolo, solo le famiglie ricche potevano permettersi di comprare stoviglie di questo materiale. All’inizio del 1600, gli olandesi conobbero la porcellana importata dalla Cina; divenne così popolare che i produttori olandesi, per non perdere i loro clienti, si misero ad imitarne lo stile. Così nacque la porcellana blu di Delft. In questo caso sono stati gli Europei a copiare i cinesi, e grazie a loro, la porcellana blu è diventata un prodotto tipico di questa cittadina.