lunedì 26 settembre 2011

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio

"Quando non c'è energia non c'è colore, non c'è forma, non c'è vita" - Michelangelo Merisi. 

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (nome tratto dal paese lombardo che gli ha dato i natali), nasce il 29 settembre del 1571 da un architetto a servizio del marchese di Caravaggio, Francesco Sforza. Il pittore apparteneva ad una famiglia stimata e abbastanza agiata. La sua vocazione deve essersi manifestata molto presto, poiché già nel 1584 entra come allievo nella bottega del pittore bergamasco Simone Peterzano, allievo di Tiziano. E' un periodo in cui si avvale di alcuni protettori, tra cui gli Sforza e i Colonna, oppure come ad esempio il cardinale Del Monte, che lo alloggia nel suo palazzo e gli commissiona nature morte. Nel 1592 l'irrequieto pittore decide di trasferirsi a Roma, dove è accolto fra la servitù di Pandolfo Pucci, un nobile locale. Ancora poco autonomo si vede costretto a lavorare per artisti piuttosto noti al tempo, come Anti veduto Grammatica, Lorenzo Siciliano o Giuseppe Cesari noto come il Cavalier d'Arpino, pittore di soggetti floreali, di nature morte o di soggetti religiosi. In questi anni "fu assalito da una grave malattia che, trovandolo senza denari, fu necessitato andarsene allo Spedal della Consolazione" (Baglione): è il periodo in cui dipinge i famosi ritratti allo specchio ed il "Bacchino malato" (conservato nella Galleria Borghese). La svolta nella carriera di Caravaggio è segnata dall'acquisto de "I bari" da parte del cardinal Francesco Maria del Monte: dopo questo avvenimento, si trasferisce in Palazzo Madama, residenza del cardinale, dove resta fino al 1600.

martedì 20 settembre 2011

Artemisia Gentileschi, storia di una passione


"Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell'arcobaleno" - Denis Diderot.

Sono rari i casi di donne divenute famose nel campo artistico, soprattutto nel periodo classico e moderno. Le donne sono sempre state relegate a svolgere mansioni di second’ordine da condizionamenti di natura culturale e sociale. Spesso sono state costrette a mortificare la propria personalità artistica scrivendo sotto falso nome; facendo firmare i quadri da altri; comunque sempre relegate nell'anonimato. Artemisia Gentileschi fu sicuramente una delle poche protagoniste femminili della storia dell’arte europea. Figlia di Orazio Gentileschi (1563-1639), conosciuto artista pisano dagli iniziali stilemi tardo-manieristi, trapiantato a Roma dal 1585, ove sarà poi chiamato per collaborare come aiuto nei lavori della Biblioteca Sistina in Vaticano, quindi amico e seguace di Caravaggio (nonostante fosse di un decennio più anziano)

giovedì 15 settembre 2011

Le grandi artiste della storia - Elisabetta Sirani

Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso; e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima - G. Bernard Shaw.

Anime prigioniere le donne, quasi spiriti passivi della storia, che solo ultimamente hanno cercato di prendere in mano la loro libertà di espressione. Alle donne infatti, se ben si analizza il loro percorso nella storia, non è mai stato permesso di esprimersi liberamente nel campo dell’arte e della cultura. Il loro ruolo rimane sempre isolato e limitato a quello di muse ispiratrici. Considerate, fin dall'antichità, esseri inferiori, hanno vissuto per secoli oppresse dalle convenzioni sociali da una pretesa inferiorità; nessuna poteva dar voce alla propria creatività nella produzione di opere che non fossero l’ornato o il cucito, stretto confine da cui pareva impossibile smarcarsi. Sfogliando “l’Arte al femminile” si scopre che in realtà le donne che hanno fatto la storia dell’arte sono molto più numerose di quel che si crede, però la loro fama è stata offuscata per questo, quasi tutti ne ignoriamo l’esistenza. Fino al XIII secolo, chiunque porta la gonna non può seguire lezioni di nudo in accademia. Quelle poche donne che si dedicano alla pittura devono accontentarsi di disegnare nature morte e miniature. Elisabetta Sirani, per poter continuare a dipingere viene addirittura costretta ad eseguire pubblicamente un dipinto per dimostrare di essere veramente dotata. La libertà comincia con l’inizio dell’800, quando fioriscono dappertutto atelier per sole donne. Questo non significa riconoscimenti per i capolavori eseguiti dai geni femminili, ma solo una nuova moda per le signore di alto rango che con la pittura trovano un nuovo passatempo. Bisognerà aspettare l’inizio del XX secolo per vedere aumentare la partecipazione delle donne alla vita culturale, grazie alle associazioni femministe che lotteranno contro la disparità sessuale. Ma la battaglia era solo agli inizi….

venerdì 9 settembre 2011

Deruta, città della Ceramica


Cittadina famosa per la lavorazione della ceramica, con la quale vengono realizzati oggetti ed opere di grande bellezza ed importanza, Deruta è certamente uno dei borghi di maggiore interesse dell'Umbria, ponendosi al centro di questa meravigliosa regione, ne incarna pienamente lo spirito e l'arte, costituendosi come un vero e proprio gioiello di storia e bellezze architettoniche, assolutamente degno di essere visitato ed apprezzato in tutta la sua unicità. Le ricerche storiche e ceramologiche che da tempo vengono effettuate sulle origini e la storia della ceramica derutese, consentono, dopo le scoperte più recenti, una più approfondita conoscenza dello sviluppo produttivo-stilistico della ceramica derutese e rendono lecito supporre che le origini, benché non del tutto esplorate, siano piuttosto antiche. I primi insediamenti furono sicuramente favoriti dalla facile reperibilità di argilla,

martedì 6 settembre 2011

La ceramica Raku, fra tradizione e attualità

L'anima del raku è la gioia di sperimentare e l'istintività; ogni oggetto è unico, particolare e irripetibile.

La ceramica Raku nasce in sintonia con lo spirito zen che esalta l'armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme. Grazie ad un artigiano coreano addetto alla produzione di tegole dell'epoca Momoyama (XVI secolo d.C.), Chojiro, che, tra il 1579 ed il 1582, la sviluppò per poter più facilmente creare le ciotole per la cerimonia del tè (cha-no-yu). E' infatti per Sen Rickyu, maestro dello cha-no-yu, che Chojiro iniziò ad utilizzare la tecnica che poi verrà chiamata "Raku". Il termine giapponese raku significa letteralmente comodo, rilassato, piacevole, gioia di vivere, deriva dal sobborgo di Kyōto da cui veniva estratta l'argilla nel sedicesimo secolo.  Da allora in poi Raku è diventato anche il cognome della famiglia di ceramisti discendenti di Chojiro, tuttora attiva e che da 15 generazioni porta avanti la tradizione del Raku in Giappone.

venerdì 2 settembre 2011

Salvador Dalì - " Il Surrealismo sono io "

"Tutto influisce su di me, niente mi cambia" - Salvador Dalì.
Cocktail ben assortito di genialità e delirio, pittore del surreale e di mondi onirici, Salvador Dalì ha avuto una vita segnata dalla stranezza fin dal principio.
Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí Domènech, marchese di Púbol, nato a Figueres in Catalogna nel 1904. E'stato un pittore, scultore, scrittore, cineasta e designer spagnolo, un abile disegnatore tecnico, ma è celebre soprattutto per le immagini suggestive e bizzarre delle sue opere surrealiste. Il padre Salvador Dali y Cusì, è notaio. Uomo severo, colto, possiede una ricca biblioteca dove Salvador fa le sue prime scoperte letterarie e filosofiche. Dalì che trascorre le estati a Cadaques fin da piccolo, popolando la sua vita di figure immaginarie, di segni avvertiti come predestinazioni alla gloria. Dali è bravo nel disegno, ha talento per la pittura.